Accoglienza, Servizi Sociali, Solidarietà in Valtrompia

Possibilità e prospettive in un contesto di valori da tenere in considerazione e da vivere: spunti dal convegno organizzato da “ il Valtrompia news” all’Hotel Alpe Pezzeda di Collio




   Riccardo Frati



  



   Silvia Filippi



   Alessandra Pedrini



   Raffaele Caratozzolo



   Paolo Reboni



   Vigilio Bettinsoli



   Iside Bettinsoli



   Giuseppe Pezzotti



   Antonio Ardesi



   Davide Forlani



   Marziano Bregoli



   Enzo Tanfoglio



   Silvia Martinelli



   Silvia Mombelli



   Valentino Maffina



   Antero Capitani



   Don Fabrizio Bregoli



   Paolo Pagani



   Andrea Alberici


L’ introduzione a tre livelli del Direttore Responsabile de “il Valtrompia news” Silvia Filippi, di Alessandra Pedrini, figlia di Francesco, titolare dell’Hotel Ristorante Alpe Pezzeda di Collio V.T. e di Raffaele Caratozzolo, Presidente del C.d.A. di “Casa Editrice Valtrompia srl” fa da cornice alle riflessioni specifiche sulla tematica del Convegno.

Silvia Filippi, Direttore Responsabile del Settimanale, pone l’attenzione sulle opportunità offerte dalla sua pubblicazione quale strumento di diffusione di notizie locali e di promozione di convegni su temi di interesse generale, quale quello odierno, la cui importanza deve trovare sensibilità e spazio in ogni momento dell’anno.

Alessandra Pedrini si fa promotrice delle opportunità offerte dall’Hotel Pezzeda, facendosi anche garante del successo che la località turistica tornerà ad avere.

Raffaele Caratozzolo
, Presidente di Casa Editrice Valtrompia srl, spiega le ragioni di un sostegno al Settimanale, le opportunità specifiche offerte dalla pubblicazione anche in campo politico-amministrativo e la proposta di spunti di riflessione nella ricerca e nella difesa dei valori autentici che caratterizzano la Valtrompia.

L’apertura del tema su Accoglienza, Servizi Sociali e Solidarietà è affidata a Riccardo Frati, Assessore ai Servizi Sociali della Comunità Montana di Valle Trompia. L’assessore fornisce nel dettaglio tutti i dati in suo possesso riguardanti i Servizi Sociali in Valla Trompia, aprendo così la strada ai relatori che si succederanno. Riccardo Frati mette in evidenza come il convegno cada in un momento propizio, non solo perché si è sì prossimi al Santo Natale, ma per il fatto che è in atto la Conferenza dei Sindaci che andrà ad approverà il Piano di Zona dei Servizi Sociali della Valtrompia. Riccardo Frati spiega che si tratta di un documento di Programmazione Triennale con cui viene fatta la sintesi dei Servizi Sociali esistenti sul territorio e relativi obiettivi da raggiungere nel prossimo Triennio. L’Assessore fa quindi notare come l’invito a partecipare al Convegno rivolto a Enti Pubblici, Privato Sociale, Sindacati e Volontariato conferisca alla Valtrompia un significativo senso di una Comunità Solidale. Entrando nel dettaglio dei dati a sua disposizione offre poi oggettivi spunti di riflessione. Nel 2004 i Comuni della V.T. hanno speso euro 8.600.000 per i Servizi Sociali e la Comunità Montana euro 1.820.000; le 15 Cooperative Sociali dislocate sul territorio triumplino hanno speso euro 9.500.000 e sviluppato un rapporto di lavoro di 497 persone con l’inserimento al lavoro di 82 persone disagiate. Le R.S.A. hanno avuto un bilancio di euro 1.500.000, dando lavoro a 554 dipendenti e inserendo 800 anziani. Ancora, la spesa complessiva che riguarda la Val Trompia nel settore dei Servizi è stata superiore a euro 35.000.000 l’anno. Quali sono questi Servizi? Nell’area Anziani ci sono otto R.S.A, Centri Diurni per 80 posti, 15 Centri di Aggregazione per Anziani e, in tutti i Comuni, sono presenti i Servizi Assistenza Domiciliare. Per quanto riguarda l’Handicap, in Vale Trompia ci sono 4 Servizi Residenziali, 3 Servizi Diurni e 4 Servizi di Formazione all’Autonomia. Riguardo ai Minori e Famiglia si contano 8 Asili Nido per 184 posti, 3 Micronido e 1 Nido Famiglia, dislocati sul territorio. A sostegno del Servizio ai Minori ci sono 13 Centri di Aggregazione Giovanile, gestiti da Comuni e Oratori, che accolgono ragazzi dalle Scuole Elementari alle Medie nell’impiego del tempo libero. La Comunità Montana, in base alla Legge Turco, ha aperto tre Sportelli Famiglia per consulenze. Poiché l’ASL sta cessando il servizio dei Consultori, la Comunità Montana si sta interessando per far nascere una società in grado di continuare a fornire questo servizio. Per quanto riguarda il problema dell’Emarginazione e della Povertà ci sono due Centri Pronto Intervento Abitativo con un tetto per emergenze. Il disagio della Tossicodipendenza viene affrontato dal Sert, mentre per gli Immigrati sono aperti 6 Sportelli con 20 alloggi destinati a situazioni di maggior disagio. Va segnalato che il Comune di Lumezzane ha propri Servizi che investono anche l’Accompagnamento Territoriale. Per la Salute Mentale ci sono il Centro di Rovedolo, il C.R.P., le Comunità protette, i Centri diurni, Appartamenti protetti. Frati conclude sostenendo che la rete di Servizi sul territorio della Valtrompia esiste e c’è anche l’espressa volontà di rendere questi Servizi più flessibili ed efficaci, adatti insomma al singolo caso che si presenta.

Paolo Reboni, Segretario Provinciale CISL – Brescia, si ritiene preoccupato perché si è di fronte a un Welfare che va ripensato, essendo cambiate le condizioni di base. Sono infatti aumentati gli anziani che vivono più a lungo rispetto al passato e per Roboni ci vuole quindi un Welfare più attento ai diversi bisogni sociali. Il sindacalista della Cisl denuncia una crisi strutturale di idee e sprona affinché si ricorra al più presto a uno studio su Innovazione, Ricerca e Formazione, proprio per impedire ricadute. Roboni sostiene che anche i Comuni sono in grado di sviluppare processi importanti, ma la preoccupazione più forte è quella di cadere in un disinteresse pubblico sui Fatti Sociali. Il buon cuore e i buoni sentimenti non bastano, occorre una politica intesa come arte di accorgersi delle problematiche globali, con preferenza a risolvere i disagi dei più deboli. A questo riguardo, secondo Reboni, l’esperienza fa riscontrare ambiguità e contraddizioni. Sul territorio bresciano esiste il problema degli anziani, ma non lo si sta risolvendo nel modo giusto. Si importa manodopera, ricorrendo a donne dell’Est, facendo emergere le debolezze della famiglia e della condizione di lavoro. Paolo Roboni fa notare come il contratto di lavoro di queste persone sia spesso legato alla vita e alla morte della persona assistita. Dei 13.000 immigrati presi in considerazione in Italia in un anno, oltre il 50% è clandestino. Secondo Reboni si sta trasmettendo anche ai giovani una percezione di illegalità, aiutando anziani e famiglie con ricorso a persone non in regola con le leggi vigenti. Il sindacalista sostiene che non solo la Scuola è un soggetto educativo, ma anche agli Enti, Pubblici e Privati, viene chiesto di ricostruire i rapporti recuperando l’altissimo valore educativo dell’aiutare le persone a crescere. Per Reboni è necessario mettersi in gioco ponendo sì attenzione agli anziani, ma non dimenticandosi della società nel suo complesso, con l’attenzione primaria rivolta ai più deboli.

Vigilio Bettinsoli, Presidente “Associazione Amici di Padre Remo” ringrazia “il Valtrompia news” per aver organizzato il convegno e mette in evidenza sia la vivacità della Valtrompia attorno alle problematiche sociali, emersa dalle parole dell’Assessore Riccardo Frati, sia il quadro a tinte fosche, tracciato dal Segretario della Cisl Paolo Reboni, sulla scia della mancanza di valori sociali nel contesto generale. Bettinsoli sottolinea che è vero che la nostra società è fatta da piccoli e grandi egoismi, che si esprimono per esempio anche nella decisione di una “Pietra” che chiude l’Azienda per ambizioni finanziarie, lasciando a casa 180 famiglie e, di riscontro, vedere immobilità da parte dell’opinione pubblica. È anche vero però che ci sono segnali positivi che fanno ben pensare. Prendendo in esame la realtà della piccola comunità di Lodrino, Vigilio Bettinsoli fa notare come ci sono 25 volontari sparsi in tutto il mondo e a loro volta questi generano una forte spinta alla solidarietà.
L’Associazione “Amici di Padre Remo”, che opera in Bolivia, è un esempio di questa solidarietà generata. La generosità dei benefattori che si concretizza nella realizzazione di opere, di adozioni a distanza, di costruzioni di casette sul modello di quelle di Padre Marcolini, su aree donate dai campesinios quale autentico segno di solidarietà e fratellanza.
Come sta la Valtrompia sul piano della solidarietà? Al di là degli egoismi ci sono tante piccole testimonianze di volontariato che danno un esempio concreto di come si possano recuperare valori autentici. Ed è su questa strada, quella appunto del volontariato, che deve essere trasfuso l’impegno di sostenere la vita.

Iside BettinsoliGiuseppe Pezzotti, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Lodrino, porta l’esperienza di una piccola comunità della Valtrompia in campo sociale. Gli anziani sono al primo posto e attorno a loro ruota tutta l’attenzione delle politiche sociali e del volontariato. Gli immigrati, che a Lodrino risiedono numerosi, sono aiutati a un inserimento positivo attraverso corsi di italiano. Altri settori a rischio sono sotto controllo e, pur con le risorse economiche che diminuiscono, non mancano le risorse umane, politiche e solidali.

, Presidente “Consorzio Valli”, offre al convegno una breve storia di cooperazione sociale, a partire dalla prima cooperativa del 1960 fondata da Giuseppe Filippini di Salò. Poi c’è quella del 1976 e via via fino all’attuale proliferazione di 6000 cooperative sociali in tutta Italia.
Stare dalla parte delle persone svantaggiate e dare loro una possibilità di inserimento lavorativo è lo scopo delle cooperative. Anche i carcerati, nella loro difficile realtà di inserimento sociale, occupano le preoccupazioni di questa attività di inserimento.

Antonio Ardesi, Presidente Cooperativa “Andropolis”, è testimone diretto di una vita da pensionato attratta e travolta dall’attenzione al disagio. Cosa fa “Andropolis” ? Offre opportunità al socio di svolgere una attività che gli consenta un’autonomia finanziaria e nello stesso tempo un proprio spazio di vita. Antonio Ardesi si rende conto che senza la sensibilità delle Amministrazioni l’attività di Andropolis troverebbe difficoltà, lancia quindi un appello affinché chi può non ponga ostacoli e faciliti invece la strada di chi non fa altro che dare una mano a chi è in difficoltà.

Davide Forlani, Vice Presidente Associazione Nazionale Alpini – Sezione di Brescia, si propone come una voce particolare nel campo del volontariato e della solidarietà. L’Associazione d’Arma, che nasce nel 1919, raggiunge oggi 35.000 soci e a Brescia può contare su tre Sezioni. Perché gli Alpini sono solidali? È la tradizione dell’ambiente di montagna dal quale derivano a mantenere in essi lo spirito di solidarietà e sopravvivenza. L’Alpino è radicato in tutte le comunità e sente profondamente il richiamo del “campanile”. Davide Forlani prende spunto dalla pubblicazione sulla “Solidarietà Alpina” per fornire i dati dell’attività solidale in Valtrompia. La “ Scuola Nikolajevska “del 1983 è un fiore all’occhiello nell’aiuto ai portatori di handicap. L’attività ordinaria del volontariato degli Alpini è di appoggio a Parrocchie, Scuole materne, Case di Riposo, di aiuto alle Missioni. Poi viene la collaborazione a iniziative ritenute valide, come la salvaguardia di aree verdi, di boschi, di custodia del patrimonio artistico e storico. Quando serve ci siamo e siamo noi”, ribadisce Davide Forlani, mostrando concretamente la “ buona pasta” dell’Alpino.

Marziano Bregoli, Capogruppo degli Alpini di Pezzaze, ribadisce quanto detto da Davide Forlani, rimarcando come l’Alpino sia vicino là dove c’è bisogno. La realtà di Pezzaze è un eloquente esempio di come, presenti nell’ombra, gli alpini si fanno paladini di autentici valori. Dopo aver ricordato la trasformazione di una malga in Rifugio nel 1999, divenuto punto di ritrovo aperto a tutti, Marziano Bregoli, cita una frase di Madre Teresa di Calcutta, vedendo nella solidarietà degli Alpini la “goccia che cade nell’Oceano”.

Silvia Mombelli, Responsabile Poliambulatorio “Rages” Associazione Comunità Mamre onlus, viene annunciata da Silvia Filippi, coordinatrice del Convegno, ma a parlare per prima è Silvia Martinelli, che si sofferma su Clusane quale sede di “ Manre” e di Pierino Ferrari suo fondatore, nel 1971. Accogliere nella fecondità è lo spirito dell’opera nata dalle intuizioni profetiche del fondatore: essere presenti là dove c’è bisogno. Ora è l’Ospedale Oncologico di Rivoltella del Garda a richiamare le attenzioni di tutte le “sentinelle” del bene e della solidarietà, presenti numerose anche in Valtrompia. Dopo Silvia Martinelli, Silvia Mombelli spiega l’attività dell’Associazione Mamre in Valtrompia, che si occupa del settore handicap con due diversi servizi: la Casa che dà ospitalità a 9 disabili medio-lievi e la RDS che si contraddistingue per alta protezione sanitaria. Quest’ultima dispone di 43 posti letto, ma ne ha accreditati 42, uno rimane libero, a disposizione di un sollievo temporaneo per una famiglia. La presenza della Comunità di Mamre a Villa Carcina risale al 1993 con un Centro Disabili che si pone come propedeutico alla RDS. La RDS, sostenuta da una forte collaborazione di volontari e favorita dalla sensibilità di vari Enti e del paese, è un chiaro segno di solidarietà. C’è poi il Poliambulatorio “Rages” quale esperienza nuova di realtà sanitaria, nell’ottica della razionalizzazione dei servizi riabilitativi territoriali. Silvia Mombelli non nasconde possibili difficoltà, ma mostra la disponibilità a non fermarsi di fronte ad esse. Se c’è buio, afferma, non diciamo che c’è buio, ma accendiamo la nostra candelina.

Valentino Maffina, sindaco di Pezzaze, si sofferma sul settore scuola come luogo di accoglienza di alunni stranieri e disabili. Sottolinea lo sforzo di trovare vie accoglienti attraverso la sinergia di Agenzie Educative e Socioassistenziali. La realtà giovanile, secondo Maffina, vede un primo periodo di positiva aggregazione, poi sconfina in casi di pericolosa devianza, delineando situazioni difficili dove Sert e Servizi della Comunità Montana fanno la loro parte, ma dove rimane ancora spazio per fare sempre di più, insieme.

Enzo Tanfoglio, Presidente Aido della Valtrompia, denuncia la mancata conoscenza della problematica del settore. La sua è una testimonianza diretta di trapianto tra viventi: ha donato il fegato a suo fratello. Enzo Tanfoglio ha un’esperienza ventennale nell’Aido, ma ciò che l’ha spinto ultimamente a impegnarsi a fondo è stata l’indifferenza e la disinformazione istituzionali. Il volontario Aido espone il paradosso della non tutela del donatore vivo rispetto a quello morto. Suo massimo impegno dunque è quello di far conoscere l’Associazione di Donazione Organi e di coinvolgere più persone possibili, attraverso manifestazioni di vario genere, affinché possa nascere una autentica solidarietà umana.

Antero Capitani, Presidente Accademia Culturale di Musica “Gli Scoiattoli” di Concesio, riferisce l’esperienza del suo Gruppo, che risale al 1973 e che vede coinvolti bambini dai tre anni fino ad adulti di anni 60. Dal 1979 “Gli Scoiattoli” sono assegnatari del “ Premio Bontà Paolo VI” e, nel corso degli anni, hanno riconosciuto l’operato di molte realtà solidali. Nel 2005 l’Associazione si è dedicata alla raccolta di fondi per contribuire all’adozione a distanza di bambini della Bolivia, a fianco degli “Amici di Padre Remo” di Lodrino.

Don Fabrizio Bregoli, Parroco di Collio, si ritiene spiazzato di fronte alla testimonianza di tante Associazioni, Servizi Sociali, Cooperative e Piccole Case di Accoglienza che vede come una dimostrazione di continuità in una comunità che fa fatica a respirare. Andare gli uni incontro agli altri, per don Fabrizio, è testimonianza di tanti respiri di solidarietà, occorre quindi andare non verso una vita casuale, ma una vita causale che accoglie con respiro diverso, fino a far sentire l’altro veramente a casa propria. Profondo rispetto dell’uomo, dunque, se si vuole vera accoglienza, diversamente rimane solo una raccolta di numeri che serve esclusivamente ad ottenere contributi. Il Parroco di Collio si rivolge ai volontari invitandoli ad esporsi a una vita vissuta realmente e di non stancarsi mai, perché il mondo ha bisogno di accoglienza. Don Bregoli afferma che si è di fronte a una evoluzione storica dove è necessario “ vivere in rete” e in questo ritiene che i Valtrumplini non sono secondi a nessuno. Augura quindi a tutti buon chilometraggio, perché di strada da fare ce n’è ancora tanta.

Paolo Reboni, Segretario Provinciale Cisl di Brescia, interviene brevemente perché ha avuto l’impressione di aver dato un tono negativo il Convegno. Dichiara invece di avere molta speranza nel futuro, ma con gli occhi aperti. Per Roboni questo significa faticare per un futuro che non può essere solo suo, ma soprattutto quello degli altri. La missione del sindacalista, conclude, è quella di dare speranza, guardando però in faccia la realtà.

Riccardo Frati, Assessore ai servizi Sociali della Comunità Montana di Valle Trompia, ritiene sia impossibile fare una sintesi degli interventi del Convegno, apprezza l’esposizione di Don Fabrizio sull’ “attività che tocca l’anima” e sostiene che in Valtrompia ci sono alcune fortune. C’è infatti l’abitudine a collaborare, c’è un Ente al di sopra dei Comuni ed esiste il Privato Sociale. Occorre però creare un clima favorevole all’intervento nel Sociale attraverso un cambiamento multidisciplinare. Concludendo, Frati afferma che occorre costruire una comunità a misura di debole perché possa risultare una società a misura d’uomo.

Paolo Pagani, Presidente della Conferenza dei sindaci della Valtrompia, fa alcune considerazioni sul Welfare italiano, tracciandone una breve storia. Vede nella Legge 238 un elemento innovativo e sostiene che per superare gli squilibri occorre andare oltre la frammentazione localistica, costruendo un patto tra Istituzioni e Associazioni. C’è molto lavoro da fare, per Paolo Pagani, ma bisogna senz’altro andare nella direzione del consolidamento delle forze, sia istituzionali che non istituzionali.

Andrea Alberici, Amministratore Delegato di “ Casa Editrice Valtrompia srl”, considera conclusivi gli interventi di Frati e di Pagani e si limita a fare una considerazione sulle difficili prospettive per le generazioni future. Lo scoglio è costituito dalle problematiche del mercato ed è perciò necessario che le Aziende si facciano partecipi della Solidarietà. I problemi sono tanti, ma si può far loro fronte puntando su una precisa ed efficace informazione.

Raffaele Caratozzolo, Presidente della C.E.V., fa un invito a tutte le Associazione Onlus affinché pubblicizzino maggiormente quello che in realtà fanno.

Pierfilippo Bacca