“Venite in disparte e riposatevi un po’” (Marco 6,31)
Padre Tarcisio Foccoli in Sud Africa tra i suoi ammalati
Le amorevoli parole di Gesù rivolte agli Apostoli, affaticati dal lavoro apostolico, riportate da Marco, sono la miglior definizione delle mie vacanze che ogni tre anni ritornano nella mia vita di sacerdote missionario.
A conclusione di questo speciale dono che ho ricevuto e che chiamiamo “vacanze”, desidero parteciparvi qualche considerazione, proprio ricordando il nostro sempre presente Don Remo, specialmente avvicinandosi il 20° anniversario del suo sacrificio: Sud Africa e Bolivia, due terre tanto lontane ma così vicine ora come ieri. In questa comunione auguro che tutti i vostri progetti in attuazione si possano realizzare.
All’ombra delle parole di Gesù posso riassumere lo scopo delle vacanze in tre parole: Riposare, Valutare, Fare rifornimento!
1) Riposare. Il 3 ottobre scorso è stato il giorno del mio ritorno in Sud Africa ad Osizweni. Nel limite del possibile posso affermare che mi sono riposato. Non più orari pressanti, non più chiamate improvvise di ammalati, non più riunioni interminabili, non più poveri accattoni, non più racconti di miserie, di dolori e di morti!
Il “Day Hospital” all’ospedale di Brescia mi ha confermato quanto già conoscevo: la pressione del sangue un po’ alta da controllare periodicamente.
Questo però mi conferma che il servizio missionario ha bisogno di zelo, entusiasmo e di tanta fede e speranza. E questo porta ad una pressione più alta del sangue almeno nei miei riguardi.
È in questo senso che auguro a tutti i cristiani, e specialmente a voi, un po’ di pressione sanguigna alta per essere capaci di affrontare con serenità e fortezza la società permissiva di oggi ed essere quindi capaci di fare scelte di fede in ogni situazione.
2)Valutare. La lontananza e il distacco dagli impegni della missione mi ha offerto l’opportunità di valutare serenamente la vita di fede che vivo, la missione come è programmata e realizzata; quale senso e valore hanno i progetti nel contesto della missione e nella realtà concreta della missione in cui opero e vivo.
In pratica il progetto: “Salviamo i bambini” – gli angioletti cioccolatini- “Assistenza agli ammalati di AIDS”, il progetto: “Hospis”. I progetti sono validi e meritano di sostenerli muovendoli il più possibile verso l’autosufficienza.
Certamente gli operatori di carità e i volontari debbono prima “essere”, “avere”, “possedere” per poter dare. Un impegno serio è la loro formazione spirituale e tecnica.
In questo, tutti i progetti sono una risposta urgente alle necessità della popolazione. Essi sono anche una visibile testimonianza del Vangelo ed un annuncio credibile di condivisione, di compartecipazione alla vita di ogni giorno dei fratelli poveri tra i più poveri.
3) Fare rifornimento. Voi tutti, dai sacerdoti ai piccoli, ai giovani, agli anziani ed ammalati siete stati un perfetto “distributore di benzina”, dove mi avete fatto un pieno di carburante “super e senza piombo”. Dove lo spirito è stato rinnovato in fede, zelo e comunione fraterna.
Quante amicizie rinforzate e ritrovate! Quante esperienze arricchite e scambiate! Quanti propositi e promesse rifiorite e realizzate! Quanta solidarietà scambiata! Quanta fraternità vissuta! Quante preghiere insieme!
Assicuro a tutti la mia preghiera e la preghiera innocente degli “angioletti cioccolatini”, unita all’offerta delle sofferenze degli ammalati di AIDS e della comunità di Osizweni tutta.
Il nostro “Don Remo” protegga tutti noi specialmente tutti coloro che con sacrificio e fede sostengono le iniziative del Gruppo.
Seguiamo Gesù, il missionario del Padre. Con Lui tutto sarà più facile, gioioso e bello.
Un abbraccio e una benedizione per tutti.