Venti anni fa…

Era la notte di Natale del 1986: poco oltre il villaggio di Hardeman, nella foresta amazzonica boliviana scompariva Padre Remo Prandini, il nostro Don Remo



Nonostante le stesse Suore Missionarie – ad Hardeman - gli avessero detto di attendere il mattino seguente per ripartire per l’interno, Don Remo volle, lo stesso pomeriggio di Natale, andare verso il villaggio di Carmen e di Piray “…perché altrimenti quei piccoli bimbi non avrebbero saputo cos’era il giorno di Natale”. Con nello zaino i piccoli doni e con la sua bicicletta partì. Aveva piovuto molto in quei giorni. Il fiume Piray, subaffleunte del Rio delle Amazzoni, e gli altri canali erano gonfi di acqua. Don Remo, attraversando una delle infinite anse del fiume, scivolò, ma lo si seppe solo dopo, ed affogò. Il suo corpo fu trovato tre giorni dopo. Alle ricerche partecipò l’intero villaggio e tanta tanta gente che venne da ogni dove alla notizia. La stessa gente, gli stessi campesinos che poi non permisero ai familiari di Don Remo di riportare il corpo in Italia. E Don remo è là, la sua tomba a fianco della porta della chiesa di Hardeman. Ognuno passando vi deposita un fiore, tocca la tomba, si fa il segno della croce… Ancora oggi, venti anni dopo. Come fosse successo ieri.

L’abbiamo detto e scritto più volte. Andammo nel 1993 in Bolivia, ad Hardeman, per capire…
Costituimmo la “Associazione Amici di Padre Remo” per ricordarlo, per non lasciarlo solo ai suoi campesinos, per volerlo un poco anche “nostro”, purtroppo solo dopo la sua morte, come era nostro amico d’infanzia, di molti di noi. Da allora, sempre in costante, continuo, incessante collegamento con le Suore Missionarie della Dottrina Cristiana, con le “sue” Suore, quelle che lui aveva convinto a venire con lui in Bolivia. Tante, ma forse paradossalmente, troppo poche cose siamo riusciti a fare. Vorremmo continuare a fare. Per fortuna, anche tramite i mass media, questo giornale in particolare, siamo riusciti a documentare cosa facevamo e la schiera degli amici di Don remo è cresciuta. Ed adesso siamo davvero in tanti a voler ricordare Don Remo.

Venti anni dopo: e noi torniamo ad Hardeman. Per celebrare il Natale sulla tomba di Don Remo e per pregare insieme ai suoi campesinos, che ora sono cresciuti e continuano a dire ed a spiegare ai loro figli chi era Don remo e cosa ha fatto per tutti loro. Sempre dalla loro parte. “povero” fra i “poveri”. Mangiava con loro, dormiva con loro, lottava con loro e per loro contro le ingiustizie sociali e culturali.
Alcuni di noi partono sabato 25 novembre e si fermeranno ad Hardeman ed a Santa Cruz de la Sierra per una quindicina di giorni: c’è da verificare direttamente che i lavori di costruzione delle prime sei casette del progetto del “Villaggio Don Remo” proseguano secondo i programmi ed i contatti quest’anno avuti. C’è da documentare poi, con le Suore Missionarie, il proseguo delle 124 “adozioni a distanza” in atto in questo 2006 per capire e sentire gli altri bisogni, sempre più impellenti.
Poi altri di noi andranno in Hardeman il 22 dicembre proprio per essere là insieme a Don Remo la notte di Natale e per “assegnare” ai più bisognosi le case del villaggio a lui dedicato.
Di tutto ciò vi daremo documentazione precisa anche sulle pagine de “il Valtrompia news”.
E quando saremo là certamente ricorderemo tutti, ma un pensiero particolare ed un ringraziamento corale andranno a quanti hanno l’ “adozione a distanza” nella speranza e nella certezza che il nostro e vostro sostegno non mancheranno anche nel 2007 ai più poveri e ai più sfortunati, proprio come avrebbe voluto che facessimo il nostro e vostro Don Remo.

Serenella Gitti
Gianbattista Freddi
Piero Gasparini