DALLA BOLIVIA CON L'AMORE PER DON REMO




   Elisa Ramirez



   Patrizia Velasco


E così eccoci ad Hardeman. Per la verità non è proprio stato come dirlo.
Anche perché ora possiamo scrivere semplicemente perché siamo ritornati in Santa Cruz de la Sierra. Un passo indietro. Siamo in 5 qui in Bolivia ora (Federico, Gianbattista, Piero, Piernarciso e Piera), a Natale saranno in quindici a "tentare" di percorrere i 180 chilometri che separano la megalopoli di Santa Cruz dal villaggio della foresta dove è sepolto il nostro Don Remo. Auguri davvero a voi cari amici. Noi, solo in tre, alla fine l’abbiamo fatta a fare una sosta su al Santel dove Don remo è stato travolto dalle acque della laguna del fiume Piray. Ore di pioggia torrenziale e la pista da polverosa si trasforma in un mare insuperabile di fango. Uno di noi accompagnato da Suor Ines, la mattina alle cinque tenta la salita verso il Norte e impiega (con i favolosi "micro") ben 9 interminabili ore ma è lì a mettersi in contatto con gli altri. Altri due di noi riescono a partire alle sei di sera con una camionetta ed in 6, altrettanto, interminabili ore sono in Hardeman. Gli altri due non cela faranno a salire. Un cenno a Suor Grazia che invece ha dovuto fermarsi la notte a Sagrado Corazon, perché' il micro perdeva i fari, a chiedere ospitalità ad altre suore per la notte e poi il mattino dopo aggiungeva quattro ore di viaggio alle quattro della sera precedente. Tutto questo riteniamo utile farlo sapere non per millanteria di pericoli (che pure sono esistiti) ma per facilitare il fatto che il nostro pensiero torni a Don Remo ed alla sua vita, ai suoi anni qui trascorsi in difficoltà di collegamenti ben più seri di quelli a noi accorsi.
Comunque sia le nostre giornate ad Hardeman hanno ottenuto pienamente gli scopi prefissati.

Dapprima avevamo regali per due bimbe di nostre "adozioni a distanza" che hanno avuto il diploma di scuola superiore. Un fatto di una importanza estrema in una regione dove l'istruzione era a livelli paurosi e dove la cultura non aveva la sua piena valorizzazione. Ora, un poco perché i tempi cambiano necessariamente, un poco perché Don Remo in questi villaggi aveva messo al primo piano la necessità dell'istruzione come base per lo sviluppo sociale soprattutto delle donne, siamo arrivati al 14° anno dei diplomati nel collegio "Padre Remo Prandini" di "Fe' y Alegria" che Madre Anna e Madre Julia tengono meravigliosamente in piedi, sacrificandosi all'infinito per dare un messaggio d'amore anche attraverso la formazione scolastica delle giovani generazioni. Un'importanza elevata, il diploma, anche se è certo anche qui per il momento un pezzo di carta. Diplomarsi significa arrivare a sedici anni e (per le ragazze) non essere ancora diventate madri. Le statistiche che pur si possono fare dicono che il tasso di natalità fra le più giovani e' calato anche grazie alla possibilità che esse hanno di istruirsi e di cominciare a fare scelte consapevoli. E le "adozioni"? Ci sono casi in cui le offerte annuali dei valtrumplini sono state determinanti per portare le ragazze ad un salto nella formazione. Noi ce lo auguravamo, ma ce lo hanno confermato i diretti interessati, in questo caso i genitori di Elisa Ramirez e di Patricia Velasco che hanno orgogliosamente detto un "grazie" a noi da riportare in Italia. L'importanza di diplomarsi in Hardeman e' certo pari all'esplosione di gioia dimostratasi. La festa ècominciata ufficialmente alle 10 del sabato per terminare (sempre ufficialmente) alle 6 del mattino della domenica. Vi risparmiamo i particolari delle feste perché questi ce li siamo goduti proprio tutti.

Il secondo obbiettivo che intendevamo raggiungere era quello di documentare fotograficamente (e contestualmente di avere notizie di prima mano) tutte e 137 le nostre "adozioni a distanza" di questo 2006. Abbiamo intenzione di dare alle stampe e abbiamo in effetti pronto un piacevole volumetto riguardante proprio "il sostegno a distanza". Qui evidentemente e' stata
determinante la volontà di Madre Grazia in Hardeman ( e dopo di Madre Alessandra in Santa Cruz) di capire le nostre esigenze ed è così che gli "adottati" sono stati sostanzialmente da noi tutti visti. Il volumetto sarà presentato a Lodrino il 20 dicembre prossimo al Teatro Parrocchiale di Via Roma alle 20.30 in occasione dell'incontro missionario organizzato
da Mato Grosso di Lodrino nel corso di una riflessione natalizia dedicata la nostro Don Remo.

Dovevamo poi verificare alcune fasi di costruzione delle prime 6 casette del "Villaggio Remo" sempre in Hardeman volute tenacemente dalla "Associazione Amici di Padre Remo". Le casette ci sono, sono in avanzato stato di costruzione ed a Natale saranno inaugurate dai nostri Amici. Il nostro compito è stato quello di contattare l'architetto, ciò che abbiamo fatto,
per tutti quei particolari che la costruzioni di manufatti lontano migliaia di chilometri dalla Valtrompia implicano.
Abbiamo poi a lungo discusso con Madre Anna e Madre Grazia dei criteri di assegnazione delle case da parte nostra ai campesinos che ne risulteranno assegnatari, ma di ciò ovviamente riferiremo al nostro Consiglio direttivo.

Hardeman, Piray, Canandoa, Los Limos, Murillo, Trompillo, Litoral, San Pedro, Sagrado Corazon... tutti nomi di villaggi che hanno impresso nel cuore le opere e la vita di Don Remo e che ora rimarranno impressi nella nostra mente, come speriamo nella vostra.

Federico, Gianbattista, Piero, Piernarciso e Piera



Hardeman, dicembre 2006