
| |
Veduta generale di Pezzoro con la strada che arriva fino alla chiesa |
|
Interessanti documenti archivistici - molto cari alla popolazione ed al parroco don Giancarlo Pasotti (che è anche arciprete di Pezzaze) - lumeggiano aspetti particolarmente significativi della storia, dell’arte e della fede dei Pezzoresi.
Inventario del 1710
Il 9 marzo 1710, alla presenza dei testimoni Andrea “Macagno” e Michele fu Andrea Contrini, nella sagrestia della chiesa parrocchiale di S. Michele di Pezzoro, Andrea Mondinelli, Giuseppe fu Andrea Contrini e Ghirardo fu Domenico Ferraglio, “Sindici, e Reggenti” della parrocchiale stessa, con l’assistenza di don Antonio Trivellini, rettore della medesima, procedono a verificare l’inventario degli arredi della chiesa e della sagrestia, oltre che della casa del rettore.
Numerosi sono i paramenti e le sacre suppellettili della parrocchiale tra cui un calice d’argento, un ostensorio pure d’argento, una cassetta dove stanno riposte le reliquie, una continenza “di tabino bianco con opera d’oro”, un velo nero “di arazzo con opera fina”, un “parapetto con pallio” per l’altare della Madonna del Rosario, due paliotti di cuoio e altri sei di diversi colori per gli altari, dieci candelieri di ottone, due angeli di legno dorati, un tabernacolo dorato riposto sopra l’altar maggiore, cinque quadri “di pittura in tela”, raffiguranti S. Michele arcangelo, S. Giovanni Battista, S. Carlo, S. Firmo e S. Caterina, uno stendardo «sopra il quale sono dipinte da una parte l’Immagine della B. V. del Santissimo Rosario, et dall’altra l’arcangelo S. Michele», infine due “bronzini” ossia campanelli per la messa.
Segue l’inventario dei “mobili di casa”, come da atto del notaio Gian Maria Bontacchio di Pezzaze.
Relazione di don Gian Antonio Trivellini del 1713
Don Trivellini, parroco del 1709, nella relazione presentata in occasione della visita pastorale compiuta il 10 ottobre 1713 dal cardinal Giovanni Badoaro, dichiara che la chiesa parrocchiale di S. Michele ha due altari: quello dove si conserva il SS. Sacramento ed è l’altare del titolare e protettore S. Michele; l’altro della Beatissima Vergine, di S. Antonio abate e di S. Francesco d’Assisi, con “scuola del Rosario”. Le anime sono 186, di cui 130 di comunione, come si ricava dal volume 77/1, fascicolo 2, n. 37 delle Visite Pastorali dell’Archivio vescovile di Brescia.
Ricevuta del 1723 di Giuseppe “Fapanni”, doratore dell’altare del Rosario, e pagamento dei fratelli Contrini (1733).
Il 4 gennaio 1733 in Pezzoro, nella “caminata” delle case degli eredi del fu Andrea Contrini, Domenico di Giacomo Dancelli e Michele “Macagno”, “Sindici” e Governatori delle venerande confraternite o scole di Pezzoro, a nome anche del loro collega Antonio Ferraglio detto Morosino, a richiesta di Giuseppe e Michele Contrini, figli del defunto Andrea, ivi presenti e stipulati, hanno dichiarato di aver avuto L. 200 planette, servite per “pagar il S. Giuseppe Fapanni di B. per causa d’aver indorato l’Altare della B. V. M. del Rosario in deta Chiesa di Pesoro, come da riceputa, o sia confesso 2 ottobre 1732 ivi visto” e L. 15 e soldi 1 “picoli” di censi decorsi fino al 4 gennaio 1733, cioè L. 12 e soldi 10 “compensati” ai detti Contrini per l’onorario “di secrestano” e L. 2 e soldi 11 contati per saldo di affitti ai “Sindici” predetti.
I Contrini dovevano tale pagamento nei confronti delle venerande scole di Pezzoro per obbligo assunto dagli eredi del defunto Francesco Ferraglio detto “Sinchino”, come da atto notarile del 12 maggio 1724 rogato dal padre del notaio Antonio Bontacchio, cui i Ferraglio erano tenuti per atto di censo del 24 febbraio 1710, rogato dal notaio Angelo Fada.
Relazione di don Terzio Moretti del 1735
Nel 1735 don Moretti, rettore di Pezzoro dal 7 gennaio 1734, scrive che la chiesa parrocchiale ha tre altari: il maggiore dedicato allÂ’arcangelo Michele e gli altri dedicati alla Madonna del Rosario ed alla Beata Vergine della PietĂ . Le anime sono 193, di cui 140 di comunione.
Questo è quanto risulta dalla relazione di don Moretti inserita nel volume 86 delle Visite Pastorali dei vescovi di Brescia.
Inventario del 1759
Il 20 aprile 1759, su richiesta di Michele “Macagno” e di Gian Battista Contrini, eletti ad hoc dal Comune di Pezzoro, e di Gerardo Ferraglio, uno dei “Sindici” delle venerande scole della chiesa parrocchiale di S. Michele, alla presenza di don Paolo Gasparini di Castenedolo, rettore degnissimo di detta parrocchiale, essendo testimoni Gian Battista fu Piero Ferraglio e Giacomo fu Martino Dancelli, si stende l’inventario delle sacre suppellettili della chiesa suddetta comprendente:
«P.° l’Ancona di legno intagliato, con la Pala dell’effige di S. Michele all’Altare Maggiore il Tabernacolo di legno adorato con due Angeli di legno pure adorati, con due chiavi, una d’argento e l’altra di ferro con due portelle, una di ferro, altra di legno, il parapetto immarmorato p.° adorato; l’Altare del Santissimo Rosario, di legno adorato, con la statua di legno adorato della B. V. M. con Bambino adorato, ambi con loro mitree d’argento et con abito di ceta color celeste, et altro abito di manto con pissi color zardino; il parapetto di legno adorato a detto Altare; l’Altare della Beata V. M. della Pietà con il pale, et con effige di S. Antonio Abbate, e di Padova, e Gaetano».
Questi gli arredi più preziosi della parrocchiale: un ostensorio d’argento, una pisside piccola d’argento dorata, un calice d’argento massiccio con coppa e patena dorate, un turibolo con navicella e cucchiaio d’argento, una croce di legno col Cristo d’argento per l’altare del SS. Rosario, una pace d’argento, una croce di rame e ottone con Cristo e statue di ottone, due angelini di legno dorato, vari candelabri, tre segrete di legno con le lastre d’argento per l’altare maggiore, altre nove segrete di legno dorato, sei reliquie con i loro “depositi” di legno dorato e cristalli, un’altra reliquia di S. Antonio di Padova “con suo deposito di legno con lastra d’argento”. In sagrestia - tra l’altro - si conservano due “depositi” vecchi delle reliquie, altri due di legno dipinto, il paradisino per gli infermi e quello di legno dorato per l’esposizione della reliquia di S. Antonio con due angelini, un paramento solenne di damasco “color zardino a fiorame” con “liste” e pizzi d’oro, una continenza “di tela d’oro” con pizzi attorno d’oro e fodera di manto cremisi, un altro paramento di damasco bianco, varie pianete, tra cui una “di damasco color perla con liste d’oro con stola, manipolo, velo e borsa”, un’altra di damasco verde con fiori bianchi con lista d’oro e una terza di damasco rosso con lista d’oro, sette paliotti per gli altari di tessuto e colori diversi, un camice solenne e cotta a spina di pesce con pizzi alti fini, con alamari d’argento e cordone rosso di seta intrecciato d’oro e un altro verde. In coro - tra l’altro - si citano “due banchette di noce” presso le balaustre, “due quadri di pitura adorati, Santi Carlo e Fermo”, e le due campane; in chiesa: “tre quadri di pitura, S. Michele, Gio: Battista, e Cattarina”, il sacro fonte “con tela attorno color d’oro” e i sacri vasi per i catecumeni (tre d’argento e tre di piombo) con la loro cassettina di noce.
L’inventario infine elenca “una pala di S. Antonio”, che “si ritrova” nella casa del cappellano e uno stendardo con le figure della Beata Vergine Maria e di S. Michele con proprio “vestario”, come si ricava da un atto del notaio Antonio Bontacchio di Pezzaze.
Ricognizione della reliquia della S. Croce nel 1768
Il 3 maggio 1768, festa dell’invenzione della S. Croce, nella chiesa parrocchiale di S. Michele di Pezzoro, essendo rettore don Paolo Gasparini, dopo aver dato “antecedentemente per alcuni giorni segno di pubblica allegrezza con soni di campane e sbarj”, don Francesco Salvi, rettore degnissimo di Pezzaze, accompagnato da diversi religiosi, leva dall’altare di S. Gaetano la reliquia della S. Croce, facendo la ricognizione per verificare se sia quella nominata nell’atto del 20 aprile 1758, sottoscritto dal Vicario generale della diocesi mons. Giacomo Soncini di Brescia e fatto per Antonio Dancelli e “ Michele Macagnj”, reggenti della comunità di Pezzoro. La Reliquia del “Legno adorabile della S. Croce di Nostro Signore Gesù Cristo”, donata alla Comunità di Pezzoro, giudicata degna d’essere esposta alla venerazione pubblica, «è stata portata processionalmente, con soni di campane, trombete, e sbarj d’indi esposta sopra l’Altare maggiore nel magnifico apparato di detta parochiale di Pezzoro a publica venerazione in un ostensorio d’argento con cristallo trasparente in forma di croce».
Riposta sopra l’altare “in cornu epistole” (cioè a destra rispetto a chi guarda l’altare stesso), “in deposito di nuovo eretto” in detta chiesa parrocchiale, chiusa a chiave ed incensata riverentemente, si canta l’inno Vexilla Regis “in honore universale, divotione, consolatione, e compontione di tutto il Popolo”, come pure attesta un atto del notaio Antonio Bontacchio di Pezzaze.
Carlo Sabatti
Fonte: www.ilvaltrompianews.it
|